10.04.08

Rigore

Posted in Überleg./Riflessioni, Didaktik/didattica, LTEver, Pedagogia at 11:41 di Alessandro

Rigore. A cosa penso se leggo o sento questa parola?
Molto probabilmente al calcio dato dal dischetto degli undici metri su un campo sportivo la domenica, o il sabato.
Oppure alla severità di maestri britannici, ma non solo, che bacchettano alunni impertinenti o poco studiosi o colpevoli di nulla sulle mani.
Oppure, penso alla rigidità delle regole, che possono diventare elementi inamidanti rispetto alla realtà fluida e scorrevole. In fondo, si parla anche di rigor mortis, come processo che può indicare il momento del decesso di un corpo in base a determinati segni fisici.
Il ministro Gelmini, e la compagine governativa attuale, utilizzano i concetti di severità e di rigore in almeno tre dei significati che ho evocato. Di sicuro, non nel senso calcistico.

Cosa intendo io per rigore.
(Non che questa opinione possa cambiare alcunchè nelle attuali dinamiche sociopolitiche, ma) per rigore io intendo la coerenza fra principi e mezzi, fra punti di partenza ed obiettivi, fra obiettivi e mezzi. Se decido di sostenere l’apprendimento collaborativo, devo impostare lezioni collaborative, valutazioni collaborative, prove collaborative…. Se insegno a+b+c dovrò far fare prove su a+b+c e non su X o Y….
Rigore per me è coerenza fra enunciazioni, azioni e verifiche, con il diretto riscontro del formando e valutando.

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