Riprendo da squola-poilab e riassumo due mie riflessioni in risposta sull’argomento di cui al titolo.
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società italiana attuale, sempre di più, tende a trasmettere l’idea che la responsabilità non esiste, che è scaricabile su terzi soggetti, ad esempio la spazzatura deve essere venduta ad altri paesi e non riciclata in loco, ci si lamenta che pochi pagano le tasse ma altrettanti molti evitano di chiedere lo scontrino, fino ad arrivare ad una classe politica che accusa un magistrato per la caduta di un governo fingendo di dimenticare che il voto per un si o per un no in parlamento lo mette chi è stato eletto e non un magistrato.
Trovo quindi pericoloso dimenticare che la responsabilità è individuale, e in contesto professionale pericolosissimo ricercare responsabilità associandola a leadership senza definiren contenuti, contorni e percorsi di camminamento. E’ ad esempio il caso dei concetti che si cerca di far passare con un ddl attualmente in parlamento in cui si afferma chiaramente che la scuola ritroverà autorevolezza se avrà dirigenti scolastici con maggiori poteri - di vario genere e natura. Una scuola del genere avrà più autorità ma non autorevolezza, perchè vedrà capi e capetti e caponi e poi una massa di soggetti - i docenti - istituzionalmente deresponsabilizzati.
A mio avviso servirebbero invece di tanti corsi di aggiornamento sull’informatica, sulle normative e quant’altro, corsi permanenti in cui i docenti siano invitati, con tecniche adeguate, a riflettere sulla responsabilità, cominciando ad esempio da semplici quesiti: sei felice? se no, perchè? sei soddisfatto del tuo lavoro? sei soddisfatto delle tue relazioni con i colleghi? con i dirigenti? con le famiglie?
Una persona che non è soddisfatta, tende a delegare o sbolognare la responsabilità, secondo me.
Partendo dal confronto del singolo con se stesso, e fra piccoli gruppi, arriveremmo a creare una coscienza differente, è un’esigenza perchè i nostri alunni non cercano mostri di conoscenza o perfetti tecnici di internet, cercano innanzitutto dei mentori e se non li trovano in noi, e non li trovano nella famiglia, li trovano nelle ideologie che si spacciano per forti (fascismo mascherato da altro) o in false mitologizzazioni come quella, sentita in una conversazione, per cui “lui c’ha trecento contatti femminili in netlog, è uno che ci sa fare”….
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Schema ADFOR:

Riflettevo sullo schema inviato da Carla e sulla discussione innescatasi.
Io sono, per mia natura, un ottimo vice. Nel senso che mi trovo molto a disagio nel ruolo del primo attore, del promotore, del leader esplicito. Mentre mi trovo benissimo e do il duemilapercento se sono chiamato a coadiuvare, financo a condividere il processo decisionale, purchè non sia io il “firmatario” decisivo. Questo è vero - non in ogni campo della mia vita - e mi fa riflettere su un aspetto della discussione nata sullo schema di ADFOR: la leadership. Leader viene da lead, leiten in führe in tedesco, guidare o condurre in italiano.
Spesso mi pare che si faccia confusione limitando il leader come definizione a chi è presidente di, ad esempio: il coordinatore in un consiglio di classe, il dirigente in una scuola. E’ verissimo che spesso un cdc funziona bene se ci sono validi insegnanti - banale vero? - e una scuola funziona male se il preside pur ottimo ha pessimi collaboratori.
Allora mi dico, e dico a voi, che occorre pensare alla leadership nei termini del rally, dove c’è un pilota e un navigatore, o dell’aereo, dove c’è un pilota e un copilota (e magari ci fosse a scuola anche un pilota automatico ogni tanto!!!!). Responsabilità in prima persona, e responsabilità diffusa.
Che c’entra questo con le tecnologie? Non so, mi si viene chiarendo il perchè di norma i colleghi tendono a delegare - come è già stato descritto qui - l’applicazione e l’uso delle TIC nella scuola. Prendersi una responsabilità - anche di secondo piano - costa impegno, tempo, fatica, neuroni che vanno rielettrificati, idee che vanno spazzate via di volta in volta…. meglio leggere Donna Moderna o TV Sorrisi e Canzoni, si fa mooooolta meno fatica (io no, perchè se solo ne vedo la copertina devo resistere ai conati di vomito…)
Lug 26