08.22.07
Dal cartaceo
Compro una rivista di computer, tanto per distrarmi. Incappo in un articolo dove Davide Bennato, docente di Sociologia della ricerca e dell’Innovazione e Teoria e Tecniche dei nuovi media presso la Sapienza di Roma, discute di un’indagine presentata in un convegno su “I comportamenti di consumo di contenuti digitali in Italia. Il caso del file sharing” .
L’articolo mi colpisce perchè ad un certo punto Bennato parla del wiki come chiave di lettura della tecnoetica:
“(…) nell’ambito della comprensione dei modi con cui una tecnologia si incorpora nella società (…) esistono degli aspetti che non si riescono a spiegare se non nei termini dei valori che sono incorporati nella tecnologia stessa, ovvero l’etica tecnologica o tecnoetica. Prendiamo ad esempio il wiki. Prima di essere un software per la costruzione condivisa di contenuti, è un insieme di tecnologie che incarnano un ideale democratico della conoscenza, ovvero tutti sono chiamati a costruire il sapere. E per fare questo il software implementa una serie di regole: la possibilità di accedere con un login, di correggere testi altrui, di conoscere la “storia” del contenuto di quella pagina particolare e così via. Come si vede, queste caratteristiche prima di essere codice software, sono scelte che vengono fatte - più o meno consapevolmente - dal progettista del sistema.”
Bennato conclude dando una definizione di tecnoetica: quali valori veicola una certa tecnologia.
La cosa mi intriga.
Ci lavorerò su.